L’ipocondria è una paura pervasiva per le malattie, chi soffre di questo disagio psicologico vive una sofferenza autentica.
Preoccuparsi per la propria salute è un’esperienza comune a tutti.
L’ansia che proviamo quando siamo malati è una reazione funzionale e protettiva per il nostro benessere. Tuttavia l’ansia per le malattie si configura come una reazione disfunzionale poichè diviene impedente e limitante per la persona.
Di conseguenza, quando ciò accade, la qualità della vita personale, familiare e professionale dell’individuo viene compromessa.
Inoltre il paziente ipocondriaco sperimenta una preoccupazione costante, ingiustificata ed eccessiva, non solo per la propria salute ma anche per quella altrui.
Infatti, qualsiasi sintomo o sensazione corporea può essere interpretata dalla persona come indicativa di una patologia grave e invalidante, nonostante la comprovata assenza di una diagnosi medica specialistica.
Evoluzione del concetto di ipocondria
Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione, il termine ipocondria è stato eliminato come categoria diagnostica ed è stato sostituito da due nuove diagnosi:
1.Disturbo da ansia di malattia
2.Disturbo da sintomi somatici
I criteri diagnostici del Disturbo da ansia di malattia sono i seguenti :
preoccupazione persistente di avere o sviluppare una malattia grave;
ansia elevata rispetto alla salute;
comportamenti disfunzionali (visite mediche eccessive ed evitamenti).
Il cambiamento di paradigma riconosce oggi la sofferenza psicologica del paziente che nel passato è stata discreditata e disconosciuta dal determinismo medico.
Chi vive nella preoccupazione di aver contratto una grave patologia non è un malato immaginario ma una persona che convive con una paura non più gestibile che si è evoluta in terrore.
Protagora citava: ” Tutto ciò che è percepito esiste”
L’Ipocondria secondo la Terapia Breve Strategica
“In epoca moderna, l’ipocondria si è ulteriormente evoluta: proprio perché abbiamo a disposizione molto più conoscenze e strumenti diagnostici sempre più precisi.
La credenza illusoria di controllare qualunque malattia si è così amplificata che patofobia e ipocondria sono tra disturbi in maggiore crescita negli ultimi decenni.” Giorgio Nardone (2013) Psicotrappole
La Terapia Breve Strategica classifica l’ipocondria in diverse tipologie in base alle strategie ripetitive e fallimentari messe in atto dal paziente:
Ipocondria fobica o evitante: il disturbo è circoscritto ad una paura specifica e definita.
Ipocondria classica o mutaforme: le paure delle malattie variano a seconda dei sintomi percepiti.
Ipocondria somatica o ossessiva: in questa tipologia si riscontrano disturbi somatici e somatizzazioni, è la forma di ipocondria meno dichiarata dai pazienti.
Le malattie temute
Chi è affetto da ipocondria si preoccupa di avere malattie gravi e incurabili, quelle più temute sono:
tumori al colon, ai polmoni …;
malattie neurologiche SLA, ictus, Alzheimer…;
disturbi autoimmuni artrite reumatoide, lupus…;
malattie degenerative Parkinson, distrofie…;
malattie infettive gravi AIDS…;
malattie intestinali morbo di Crohn, colite ulcerosa, cancro al colon…;
Le tentate soluzioni disfunzionali
I comportamenti agiti dalla persona per gestire la paura nel tempo alimentano un circolo vizioso che amplifica e mantiene il disturbo.
I comportamenti fallimentari reiterati sono: il monitoraggio continuo dei sintomi, il controllo che fa perdere il controllo, la richiesta compulsiva di rassicurazione
(medici, esami, internet) e parlare con gli altri del problema.
Curare l’ipocondria con la Terapia Breve Strategica
Il protocollo d’intervento della Terapia Strategica utilizza la stessa logica di funzionamento del disturbo per interrompere le tentate soluzioni ridondanti, uscire dalla trappola del controllo patologico e modificare la percezione fobica distorta.
L’efficacia della Terapia Breve Strategica nel trattamento del Disturbo Ipocondriaco è del 89%.
Bibliografia
American Psychiatric Association (2013) DSM-5. Raffaello Cortina
Nardone G., Salvini A. (2013). Dizionario internazionale di Psicoterapia. Garzanti
Nardone G., Bartoletti A. (2018) La paura delle malattie. Psicoterapia Breve strategica dell’ipocondria. Ponte alle Grazie, Milano
Nardone, G. (2016) Psicotrappole. Le sofferenze che ci costruiamo da soli: riconoscerle e combatterle: Ponte alle Grazie, Milano
Ipocondria: chi cerca trova!
L’ipocondria è una paura pervasiva per le malattie, chi soffre di questo disagio psicologico vive una sofferenza autentica.
Preoccuparsi per la propria salute è un’esperienza comune a tutti.
L’ansia che proviamo quando siamo malati è una reazione funzionale e protettiva per il nostro benessere. Tuttavia l’ansia per le malattie si configura come una reazione disfunzionale poichè diviene impedente e limitante per la persona.
Di conseguenza, quando ciò accade, la qualità della vita personale, familiare e professionale dell’individuo viene compromessa.
Inoltre il paziente ipocondriaco sperimenta una preoccupazione costante, ingiustificata ed eccessiva, non solo per la propria salute ma anche per quella altrui.
Infatti, qualsiasi sintomo o sensazione corporea può essere interpretata dalla persona come indicativa di una patologia grave e invalidante, nonostante la comprovata assenza di una diagnosi medica specialistica.
Evoluzione del concetto di ipocondria
Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione, il termine ipocondria è stato eliminato come categoria diagnostica ed è stato sostituito da due nuove diagnosi:
1.Disturbo da ansia di malattia
2.Disturbo da sintomi somatici
I criteri diagnostici del Disturbo da ansia di malattia sono i seguenti :
Il cambiamento di paradigma riconosce oggi la sofferenza psicologica del paziente che nel passato è stata discreditata e disconosciuta dal determinismo medico.
Chi vive nella preoccupazione di aver contratto una grave patologia non è un malato immaginario ma una persona che convive con una paura non più gestibile che si è evoluta in terrore.
Protagora citava: ” Tutto ciò che è percepito esiste”
L’Ipocondria secondo la Terapia Breve Strategica
“In epoca moderna, l’ipocondria si è ulteriormente evoluta: proprio perché abbiamo a disposizione molto più conoscenze e strumenti diagnostici sempre più precisi.
La credenza illusoria di controllare qualunque malattia si è così amplificata che patofobia e ipocondria sono tra disturbi in maggiore crescita negli ultimi decenni.” Giorgio Nardone (2013) Psicotrappole
La Terapia Breve Strategica classifica l’ipocondria in diverse tipologie in base alle strategie ripetitive e fallimentari messe in atto dal paziente:
Le malattie temute
Chi è affetto da ipocondria si preoccupa di avere malattie gravi e incurabili, quelle più temute sono:
Le tentate soluzioni disfunzionali
I comportamenti agiti dalla persona per gestire la paura nel tempo alimentano un circolo vizioso che amplifica e mantiene il disturbo.
I comportamenti fallimentari reiterati sono: il monitoraggio continuo dei sintomi, il controllo che fa perdere il controllo, la richiesta compulsiva di rassicurazione
(medici, esami, internet) e parlare con gli altri del problema.
Curare l’ipocondria con la Terapia Breve Strategica
Il protocollo d’intervento della Terapia Strategica utilizza la stessa logica di funzionamento del disturbo per interrompere le tentate soluzioni ridondanti, uscire dalla trappola del controllo patologico e modificare la percezione fobica distorta.
L’efficacia della Terapia Breve Strategica nel trattamento del Disturbo Ipocondriaco è del 89%.
Bibliografia
American Psychiatric Association (2013) DSM-5. Raffaello Cortina
Nardone G., Salvini A. (2013). Dizionario internazionale di Psicoterapia. Garzanti
Nardone G., Bartoletti A. (2018) La paura delle malattie. Psicoterapia Breve strategica dell’ipocondria. Ponte alle Grazie, Milano
Nardone, G. (2016) Psicotrappole. Le sofferenze che ci costruiamo da soli: riconoscerle e combatterle: Ponte alle Grazie, Milano