Le preoccupazioni persistenti in ambito lavorativo, familiare e inerenti la salute rappresentano le aree di vita che affiggono le persone con Disturbo d’Ansia Generalizzato.
Quando l’ansia diventa patologica
L’ansia è un’emozione psicobiologica innata, essenziale per la sopravvivenza e l’adattamento, in quanto ci aiuta a gestire situazioni di allerta e pericolo.
In alcuni casi, l’ansia, pur essendo un meccanismo adattivo, può evolversi in una difficoltà disadattiva, questo avviene quando supera la soglia della funzionalità e si manifesta in modo sproporzionato rispetto allo stimolo e, in alcuni casi si attiva anche in assenza di reali minacce.
In queste circostanze, la paura patologica compromette la qualità della vita, rendendo la persona incapace di reagire adeguatamente agli eventi e favorendo, nel tempo, lo sviluppo di un disturbo d’ansia.
“La mente è tutto. ciò che pensi, diventi. “Buddha
Disturbo d’ansia generalizzato (DAG)
Le preoccupazioni persistenti in ambito lavorativo, familiare, relazionale e inerenti alla salute rappresentano le aree di vita che affliggono le persone con Disturbo d’Ansia Generalizzato (DAG).
I Criteri diagnostici del disturbo d’ansia generalizzato secondo il DSM- 5 sono:
Ansia e preoccupazione (attesa apprensiva) eccessive, che si manifestano per la maggior parte dei giorni, perlomeno sei mesi, relative a una quantità di eventi o di attività.
La persona ha difficoltà nel controllare la preoccupazione.
L’ansia e la preoccupazione sono associate a tre o più dei seguenti sintomi con almeno alcuni sintomi presenti per la parte del giorno negli ultimi sei mesi: irrequietezza, sentirsi tesi e con i nervi a fior di pelle, facile affaticamento, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, alterazioni del sonno (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, o sonno inquieto e insoddisfacente)
L’ansia, la preoccupazione o i sintomi fisici causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo in altre aree importanti. (DSM-5, 256)
La mente della persona che soffre di GAD non si spegne mai, la persona percepisce pericoli ovunque, se cerca di staccare la spina non riesce a farlo e i pensieri continuano a generare ansia.
Le preoccupazioni, le paure, le anticipazioni negative producono una continua attivazione mentale che non danno via di uscita bloccando decisioni e azioni.
Anche quando tutto va a gonfie vele, la persona si lascia sopraffare da pensieri negativi. I pensieri già al mattino affollano la mente e la sera continuano:
“E se poi accadesse questo? Domani andrà tutto bene?” e se poi succede che…? Non riesco a rilassarmi e se succede qualcosa di brutto?
Il rimuginio (worry) pensare e ripensare è una caratteristica del disturbo d’ansia generalizzata, ovvero un’attività mentale ripetitiva di pensieri negativi riguardanti eventi futuri, che spesso viene espressa verbalmente dalla persona.
Lo stato di stress e di ansia senza fine che persiste nel tempo tende ad invalidare la qualità vita della persona in ambito sociale, lavorativo ed in altre aree importanti.
Paul Watzlawich, nel suo libro “Il linguaggio del cambiamento”, evidenzia come il desiderio di sicurezza generi nell’individuo più costi che benefici.
Cercare la sicurezza a tutti i costi può portare a un’illusoria percezione di controllo sugli eventi.
Chi soffre di GAD si illude di eludere il rischio, di prevenire minacce e pericoli ma spesso questa convinzione viene disattesa.
La persona vive un autoinganno di avere tutto sotto controllo mentre in realtà, evita di affrontare ed aggrava il problema, poiché si perde il controllo e si mina la propria libertà e autonomia.
Il modello della Terapia Breve Strategica considera il Disturbo d’ansia generalizzato il risultato di tentate soluzioni fallimentari.
Il disturbo si alimenta attraverso le modalità con cui viene affrontato; in altre parole, i tentativi di soluzione perpetuano e peggiorano il disturbo. Come cita Virginia Satir Psicoterapeuta statunitense: “Il vero problema non è il problema. Il problema è come reagisci al problema”.
Le principali tentate soluzioni utilizzate della persona sono:
Richiesta di aiuto: la ricerca costante di conferme da parte di familiari ed amici può indurre un sollievo temporaneo e una riduzione dell’ansia, ma nel lungo periodo può aumentare l’insicurezza e la dipendenza.
Evitamento: l’elusione di situazioni, persone e luoghi che generano pensieri ansiogeni, può comportare un aumento del senso di pericolo e minaccia, oltre a una restrizione della libertà individuale.
Controllo eccessivo del pensiero: si crede che prevedere aiuti a prevenire, invece paradossalmente, più si controlla maggiore sarà la perdita del controllo.
Curare il Disturbo d’ansia generalizzato con la Terapia Breve Strategica
L’obiettivo della Terapia Breve Strategica è quello di interrompere le tentate soluzioni disfunzionali che hanno imprigionato la persona affetta da GAD.
Si ricorre pertanto a specifiche strategie e stratagemmi volte a interrompere il circolo vizioso dei comportamenti disfunzionali.
L’intervento favorisce un cambiamento di prospettiva aiutando la persona a riscoprire e valorizzare le proprie risorse personali promuovendo così un benessere duraturo.
Bibliografia
American Psychiatric Association. (2013), Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5ª ed. p. 256).
Nardone G. (1999), Psicosoluzioni, BUR, Milano.
Nardone G. (2000), Oltre i limiti della paura, BUR, Milano
Disturbo d’ansia generalizzato
Le preoccupazioni persistenti in ambito lavorativo, familiare e inerenti la salute rappresentano le aree di vita che affiggono le persone con Disturbo d’Ansia Generalizzato.
Quando l’ansia diventa patologica
L’ansia è un’emozione psicobiologica innata, essenziale per la sopravvivenza e l’adattamento, in quanto ci aiuta a gestire situazioni di allerta e pericolo.
In alcuni casi, l’ansia, pur essendo un meccanismo adattivo, può evolversi in una difficoltà disadattiva, questo avviene quando supera la soglia della funzionalità e si manifesta in modo sproporzionato rispetto allo stimolo e, in alcuni casi si attiva anche in assenza di reali minacce.
In queste circostanze, la paura patologica compromette la qualità della vita, rendendo la persona incapace di reagire adeguatamente agli eventi e favorendo, nel tempo, lo sviluppo di un disturbo d’ansia.
“La mente è tutto. ciò che pensi, diventi. “Buddha
Disturbo d’ansia generalizzato (DAG)
Le preoccupazioni persistenti in ambito lavorativo, familiare, relazionale e inerenti alla salute rappresentano le aree di vita che affliggono le persone con Disturbo d’Ansia Generalizzato (DAG).
I Criteri diagnostici del disturbo d’ansia generalizzato secondo il DSM- 5 sono:
Ansia e preoccupazione (attesa apprensiva) eccessive, che si manifestano per la maggior parte dei giorni, perlomeno sei mesi, relative a una quantità di eventi o di attività.
La persona ha difficoltà nel controllare la preoccupazione.
L’ansia e la preoccupazione sono associate a tre o più dei seguenti sintomi con almeno alcuni sintomi presenti per la parte del giorno negli ultimi sei mesi: irrequietezza, sentirsi tesi e con i nervi a fior di pelle, facile affaticamento, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, alterazioni del sonno (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, o sonno inquieto e insoddisfacente)
L’ansia, la preoccupazione o i sintomi fisici causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo in altre aree importanti. (DSM-5, 256)
La mente della persona che soffre di GAD non si spegne mai, la persona percepisce pericoli ovunque, se cerca di staccare la spina non riesce a farlo e i pensieri continuano a generare ansia.
Le preoccupazioni, le paure, le anticipazioni negative producono una continua attivazione mentale che non danno via di uscita bloccando decisioni e azioni.
Anche quando tutto va a gonfie vele, la persona si lascia sopraffare da pensieri negativi. I pensieri già al mattino affollano la mente e la sera continuano:
“E se poi accadesse questo? Domani andrà tutto bene?” e se poi succede che…? Non riesco a rilassarmi e se succede qualcosa di brutto?
Il rimuginio (worry) pensare e ripensare è una caratteristica del disturbo d’ansia generalizzata, ovvero un’attività mentale ripetitiva di pensieri negativi riguardanti eventi futuri, che spesso viene espressa verbalmente dalla persona.
Lo stato di stress e di ansia senza fine che persiste nel tempo tende ad invalidare la qualità vita della persona in ambito sociale, lavorativo ed in altre aree importanti.
Paul Watzlawich, nel suo libro “Il linguaggio del cambiamento”, evidenzia come il desiderio di sicurezza generi nell’individuo più costi che benefici.
Cercare la sicurezza a tutti i costi può portare a un’illusoria percezione di controllo sugli eventi.
Chi soffre di GAD si illude di eludere il rischio, di prevenire minacce e pericoli ma spesso questa convinzione viene disattesa.
La persona vive un autoinganno di avere tutto sotto controllo mentre in realtà, evita di affrontare ed aggrava il problema, poiché si perde il controllo e si mina la propria libertà e autonomia.
Il modello della Terapia Breve Strategica considera il Disturbo d’ansia generalizzato il risultato di tentate soluzioni fallimentari.
Il disturbo si alimenta attraverso le modalità con cui viene affrontato; in altre parole, i tentativi di soluzione perpetuano e peggiorano il disturbo. Come cita Virginia Satir Psicoterapeuta statunitense: “Il vero problema non è il problema. Il problema è come reagisci al problema”.
Le principali tentate soluzioni utilizzate della persona sono:
Richiesta di aiuto: la ricerca costante di conferme da parte di familiari ed amici può indurre un sollievo temporaneo e una riduzione dell’ansia, ma nel lungo periodo può aumentare l’insicurezza e la dipendenza.
Evitamento: l’elusione di situazioni, persone e luoghi che generano pensieri ansiogeni, può comportare un aumento del senso di pericolo e minaccia, oltre a una restrizione della libertà individuale.
Controllo eccessivo del pensiero: si crede che prevedere aiuti a prevenire, invece paradossalmente, più si controlla maggiore sarà la perdita del controllo.
Curare il Disturbo d’ansia generalizzato con la Terapia Breve Strategica
L’obiettivo della Terapia Breve Strategica è quello di interrompere le tentate soluzioni disfunzionali che hanno imprigionato la persona affetta da GAD.
Si ricorre pertanto a specifiche strategie e stratagemmi volte a interrompere il circolo vizioso dei comportamenti disfunzionali.
L’intervento favorisce un cambiamento di prospettiva aiutando la persona a riscoprire e valorizzare le proprie risorse personali promuovendo così un benessere duraturo.
Bibliografia
American Psychiatric Association. (2013), Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5ª ed. p. 256).
Nardone G. (1999), Psicosoluzioni, BUR, Milano.
Nardone G. (2000), Oltre i limiti della paura, BUR, Milano